La capacità delle donne impegnate nel settore di portare innovazione e di reinventare l’attività agricola è uno dei temi emersi nel corso dell’iniziativa organizzata da Cia Imola e Donne in Campo Emilia-Romagna in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Imola – Sono determinate a cambiare il volto del settore agricolo attraverso nuove idee, innovazione e la capacità di cogliere le nuove tendenze di mercato. Questo, in sintesi, il ritratto delle imprenditrici agricole emerso nel corso dell’iniziativa “I colori delle donne – Storie di donne e agricoltura”, organizzato da Cia – Agricoltori Italiani Imola e Donne in Campo Emilia-Romagna, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Un incontro, aperto al pubblico, per fare il punto sul forte contributo della componente femminile in agricoltura, sempre più presente e impegnata in attività che, fino a qualche anno fa, erano ad appannaggio quasi esclusivo degli uomini. Presenti all’evento: Sofia Trentini, presidente di Donne in Campo Emilia-Romagna; Luana Tampieri, vicepresidente di Cia Imola; Marta Brunori, presidente di Cia - Anp, Associazione Nazionale pensionati di Imola; le imprenditrici agricole Alessandra Gentilini e Adriana Cenni di Cia Imola e Stefania Malavolti di Cia Romagna. «Le donne sono sempre state una risorsa preziosa per il settore – ha detto Sofia Trentini – ma il loro ruolo in azienda non era giustamente valorizzato. Oggi, per fortuna, questa tendenza sta cambiando e le imprenditrici agricole riescono a conquistare lo spazio che meritano, diventando le vere protagoniste del successo delle proprie aziende. Un’evoluzione non solo culturale ma economica, perché c’è un grande bisogno di rinnovare e differenziare l’attività agricola per fare reddito e in questo contesto diventa fondamentale la capacità creativa delle donne di cogliere le possibilità di sviluppo». Dello stesso avviso anche Marta Brunori, imprenditrice pensionata che continua a lavorare attivamente nell’azienda di famiglia. «Ho sempre lavorato accanto a mio marito e non ho mai sentito di avere un ruolo “subalterno”. Però è vero che l’agricoltura era connotata come settore maschile e si tendeva a non considerare il contributo delle donne che c’è sempre stato ed è sempre stato fondamentale. Sono contenta che ora ci sia un cambiamento concreto verso l’affermazione del ruolo attivo e decisionale delle imprenditrici». Le imprese femminili, dunque, come motore della ripresa per un settore agricolo che non comprende più solo produzione e commercializzazione, ma propone servizi alla persona e turistici e richiede figure sempre più specializzate nella promozione. Secondo una recente ricerca, infatti, sono le donne che si occupano – nel 70% dei casi (dati CSO – Italy) – di marketing e comunicazione in azienda. Un dato importante perché la valorizzazione e la promozione di prodotti e servizi è diventato ormai uno strumento indispensabile per rimanere sul mercato. E lo hanno chiarito, nel corso dell’incontro, le imprenditrici presenti come Adriana Cenni che, insieme alla sua famiglia, conduce un’azienda vitivinicola e ha spiegato l’importanza di avere un buon prodotto, ma anche della capacità di promuoverlo, favorendo la diffusione del vino Made in Italy. Anche Alessandra Gentilini, titolare di un’azienda frutticola, ha parlato della necessità di innovare i processi produttivi e di scegliere le varietà in base alle esigenze di mercato. Una capacità che può fare la differenza, in un contesto difficile come il settore ortofrutticolo che sta vivendo momenti di crisi, alternati a lievi fasi di ripresa. Stefania Malavolti, che conduce un’azienda zootecnica agrituristica a Casola Valsenio in provincia di Ravenna ha spiegato, invece, cosa significa avere un’azienda multifunzionale - un tipo di attività che comprende agriturismo, vendita diretta, agricoltura sociale e agriasili – che negli ultimi anni è crescita proprio grazie all’impegno delle donne nel comparto e alla loro volontà di tutelare paesaggio e ruralità. Esperienze diverse, ma animate da un unico obiettivo, come ha spiegato Luana Tampieri, vicepresidente Cia Imola in chiusura dell’evento. «Le donne vogliono emergere e stanno diventando protagoniste del cambiamento e di una nuova imprenditorialità. Come giovane imprenditrice che ha scelto di continuare l’attività di famiglia nel settore frutticolo, ho molta voglia di portare un contributo diverso e vedere se il mio punto di vista e le mie scelte possono fare la differenza. Come vicepresidente di Cia Imola, invece, vorrei essere un punto di riferimento per i progetti e le idee delle associate. Certo ci sono limiti e difficoltà dettate dalla situazione generale del settore, ma credo che l’agricoltura possa andare davvero lontano, grazie al prezioso e tenace impegno delle donne».

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