Agricoltura, un’estate difficile tra andamento climatico, prezzi all’origine e costi di produzione

È stata un’estate difficile per l’agricoltura, stretta tra incertezze geopolitiche e un andamento climatico sempre più impattante. Temperature estreme, caldo prolungato, siccità e stress idrico, grandinate, vento forte e fenomeni improvvisi e violenti, hanno avuto importanti conseguenze su coltivazioni, allevamenti e strutture.

Rese inferiori alle attese, calibri più piccoli, raccolte anticipate o ritardi nella maturazione e scarsità di alcune produzioni orticole hanno complicato ulteriormente una situazione già segnata da anni di crisi. A livello nazionale il conto dei danni è stimato in circa 2 miliardi di euro.

A pesare ancora di più sul settore il livello dei prezzi all’origine, con quotazioni rimaste basse, mentre i costi di produzione crescono.

Cia è impegnata su vari tavoli di confronto istituzionali a tutti i livelli. “Lo abbiamo già detto: non si può più intervenire solo sull’emergenza o limitarsi a misure regionali o nazionalisottolinea il presidente di Cia Romagna Lorenzo FalcioniServe una strategia europea che metta al centro della prossima Pac l’adattamento climatico, con risorse più flessibili, strumenti di gestione del rischio più rapidi e più efficaci e investimenti strutturali in ricerca, varietà resilienti, irrigazione e gestione delle risorse idriche”.

La forbice tra quanto viene pagato ai produttori e quanto costano i prodotti al consumatore si amplia sempre più.  Certo, l’aumento dei costi di produzione riguarda tutti gli anelli della catena, ma con il cerino in mano restano agricoltori e consumatori. “Bisogna recuperare un equilibrio lungo la filiera. Mentre diminuisce il valore riconosciuto al produttore, non diminuisce la necessità di spendere per produrre e per rendere le aziende più resilienti. È una necessità che riguarda tutta l’agricoltura, e per questo serve un’azione incisiva europea”.

Le misure locali sono importanti, ma devono potersi inserirsi in una strategia più ampia. Quello che può fare l’Europa rafforzerebbe queste azioni molto importanti per le imprese e la tenuta di un territorio, come i bandi per l’accesso al credito emessi dagli enti camerali, dalla Regione, da Unioni di Comuni e Comuni. Cia Romagna è consapevole dello sforzo che gli enti e le amministrazioni compiono nel destinare risorse a sostegno del tessuto economico locale in un contesto di bilancio complesso per tutti. 

In questi strumenti, l’elemento da tenere in considerazione è che l’impresa agricola non può essere valutata esclusivamente sulla base di parametri pensati per altri settori produttivi. “Quando si pensa a strumenti di valorizzazione, occorre considerare le peculiarità del settore agricolo e lo scenario che abbiamo davanti: produzioni esposte agli eventi climatici, redditi variabili, cicli produttivi legati alla stagionalità e investimenti che spesso producono risultati soltanto nel medio-lungo periodoafferma FalcioniQuando la liquidità generata dalla vendita dei raccolti si riduce, la disponibilità di credito e, soprattutto, la possibilità di accedervi in modo semplice e a condizioni sostenibili, diventa determinante: per la continuità aziendale, per non rinunciare agli investimenti che servono oggi per costruire l’agricoltura di domani, e il futuro di tutti”.

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