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Confermato Catellani alla guida di Cia Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Il futuro dell’agricoltura reggiana non è un destino da subire, ma un percorso da costruire con consapevolezza, a partire da un’identità solida e profondamente radicata nel territorio. È il messaggio lanciato con forza dalla IX Assemblea Elettiva di Cia – Agricoltori Italiani di Reggio Emilia, dal titolo “Dalle radici, il nostro futuro”, svoltasi il 25 febbraio alla Cantina Albinea Canali.

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“Attenta all’ambiente, innovativa e giovane: è reggiana la miglior impresa d’Italia”

“Sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e conduzione giovanile”: la miglior impresa italiana è la reggiana Carlini che si è aggiudicata la medaglia d’oro del Premio nazionale ‘L’agricoltura è giovane’ a Fieragricola di Verona, evento di portata internazionale per il settore. La cerimonia si è tenuta presso la Sala Salieri al PalaExpo

Il concorso premiava “giovani con idee in grado di coniugare innovazione tecnologica 4.0, sostenibilità ambientale e competenza tecnica e reinterpretare i concetti di fertilità e produttività, trainando l’agricoltura italiana verso gli obiettivi del nuovo millennio”. E l’azienda Carlini si è aggiudicata il primo posto in Italia sbaragliando l’agguerrita concorrenza.

“È un grande orgoglio aver conquistato questo riconoscimento che ripaga di tanto studio, fatica e passione messi in campo quotidianamente negli anni – le prime parole della co-titolare Valeria Villani, vicepresidente di CIA Reggio -. Quando ho iniziato a introdurre nell’azienda cerealicola di famiglia le innovazioni tecnologiche tipiche dell’agricoltura 4.0, all’esterno mi vedevano come una giovane che non sapeva bene quello che faceva in un mondo ancorato ai tradizionali sistemi di lavoro. In più sono una donna, laureata in Economia con un master in Marketing e commercializzazione dell’agroalimentare: nel settore ero considerata una ‘aliena’. Eppure, insieme alla mia famiglia che non smetterò mai di ringraziare, ci ho creduto con tanta forza e determinazione: i risultati stanno arrivando. E il settore, nel frattempo, ha iniziato un percorso che va nella stessa direzione. Ma la strada è lunga. D’altra parte, secondo le stime di Cia, oggi ancora il 50% delle aziende agricole non ha familiarità con l’Agritech e, su oltre 12 milioni di ettari di Sau (Superficie Agricola Utilizzata), solo il 4% è perfettamente tecnologica”.

L’azienda Carlini ha letteralmente rivoluzionato le caratteristiche tradizionali dell’impresa arrivando ad applicare sui 450 ettari dislocati in vari comuni reggiani le migliori tecnologie disponibili sul mercato internazionale: trattori ‘intelligenti’ comandati a distanza da impianti satellitari internazionali grazie all’uso di mappe dei terreni e al controllo con Gps. Ha quindi aderito alla piattaforma ‘Climate Fieldview’: il sistema di digital farming più utilizzato al mondo che offre approfondimenti personalizzati, basati su dati, a supporto degli agricoltori per elevare al massimo il potenziale di rendimento, migliorare l’efficienza e gestire il rischio. Ha anche introdotto le migliori tecniche innovative di rateo variabile e sta sperimentando sul campo lo strip-till tramite il segnale di massima precisione RTK.

“L’obiettivo – sottolinea l’imprenditrice – era quello di far fare all’azienda un salto di qualità per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, produttiva ed economica. E, anche se l’innovazione aziendale è un processo in continuo avanzamento, già oggi possiamo affermare che i risultati sono stati pienamente raggiunti. Il premio nazionale di oggi è il coronamento di un sogno”.

“Le miei più sincere congratulazioni a Valeria per l’importante riconoscimento che premia il lavoro e la ricerca che durano da anni – conclude il presidente CIA Reggio, Lorenzo Catellani -. Lei è l’emblema di quello che sarà il futuro imprenditore agricolo italiano. L’Europa, con il Green Deal, chiede di trasformare più rapidamente i metodi di produzione e utilizzare sempre di più le nuove tecnologie, per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica, ottimizzare l’uso dei fattori produttivi. Ma questo, naturalmente, deve essere corrispondente alla sostenibilità economica, senza la quale non vi può essere impresa”.

Le motivazioni della giuria di esperti

“Donna, agricoltrice, contoterzista, innovativa e digitale. Utilizza lo strumento digitale per promuovere tecniche sostenibili di concimazione presso svariate aziende agricole (grazie all’attività di contoterzista) promuovendo la transizione ecologica e digitale non solo della sua azienda ma di un intero territorio. Sta applicando alla lettera il concetto di precision farming attraverso l’analisi dei dati provenienti dagli appezzamenti. Dati che poi grazie alla tecnologia digitale su cui ha investito ritornano in campo con delle decisioni mirate appezzamento per appezzamento, cercando il massimo delle rese utilizzando i giusti quantitativi in base alle reali necessità”.

Guerra in Ucraina, pesanti conseguenze per l’agricoltura reggiana

“La guerra in Ucraina sta sconvolgendo quotazioni e mercati e l’economia agricola rischia il cortocircuito, perché le imprese si trovano a lavorare in perdita, con prezzi che non riescono più a coprire i costi di produzione, tra il +500% delle bollette energetiche, il carburante alle stelle e i mezzi tecnici praticamente triplicati. Ma l’agricoltura non si può fermare, è un settore strategico perché garantisce il cibo, le aziende devono essere messe nelle condizioni di poter continuare a lavorare”. Parole di Lorenzo Catellani, presidente CIA Reggio, che interviene su un conflitto che sta arrecando gravi conseguenze anche all’agricoltura del nostro territorio. Lo abbiamo intervistato per approfondire le tematiche.

Come è la situazione per il settore?
“Molto difficile. Il grave contesto internazionale sta provocando serie conseguenze per l’intera agricoltura reggiana, in particolare per cereali, Lambrusco, Parmigiano Reggiano e suinicoltura”.
Partiamo dai cereali. La prima “emergenza” da affrontare, a detta di molti, è quella dell’approvvigionamento di grano e mais…

“C’è grande preoccupazione, soprattutto per quello che riguarda il mais. La guerra ha spezzato la catena degli approvvigionamenti, causando una reazione a catena di alcuni Paesi europei che hanno deciso lo stop dell’export. Noi siamo rimasti all’improvviso senza materie prime. Il nostro Paese è infatti autosufficiente per circa il 50%, quando dieci anni fa la percentuale si attestava sull’80%: è evidente che si è così fortemente esposti alle dinamiche e alle crisi internazionali. Non dimentichiamo che l’Ucraina ai vertici della classifica dei Paesi che esportano mais in Italia. Situazione differente per il grano: la preoccupazione non riguarda l’approvvigionamento ma la forte speculazione sui prezzi…”.
A cosa è dovuto questo ingente calo di produzione Italiana del mais?
“Essenzialmente al drastico calo della redditività che ha costretto tante aziende a chiudere o, nel migliore dei casi, a cambiare il proprio core business. Per invertire la tendenza servirebbe un prezzo minimo garantito a livello statale per contrastare la grande volatilità delle quotazioni”.
Quali sono invece i problemi per il Lambrusco?
“La Russia e l’Ucraina erano Paesi molto interessati al nostro vino. I governi vedevano di buon occhio l’introduzione di un prodotto a bassa gradazione alcolica che andava a sostituirsi ai loro superalcolici. Era diventato un mercato molto interessante per il nostro export. Ora è tutto bloccato…”.
E per quanto riguarda il Parmigiano Reggiano?
“Il re dei formaggi sta soffrendo moltissimo il vertiginoso aumento dei costi di produzione. Rispetto all’anno scorso, produrre un quintale di latte costa 15 euro in più (aumento del 40%) a causa del netto incremento dell’alimentazione per le bovine, aggravato dalla siccità. E naturalmente l’import dalla Russia è fermo”.
Problemi si stanno avendo anche in altri comparti?
“La suinicoltura, già in crisi da mesi a causa della peste suina e dalla mancata valorizzazione delle carni, sta subendo gravi contraccolpi: tante aziende stanno riducendo gli allevamenti, quelle che erano più in difficoltà stanno chiudendo”.
I cittadini troveranno rincari sugli scaffali?
“L’intera filiera sta cercando di contenere gli aumenti. Non può naturalmente farsi carico in toto e quindi un minimo di ritorno sullo scaffale ci sarà. Ma il consumatore ha un grande potere: evitare le speculazioni avvicinandosi sempre più al produttore tramite la vendita diretta, i mercati del contadino e le filiere garantite”.

Il nuovo presidente è Lorenzo Catellani

Lorenzo Catellani è il nuovo presidente di Cia Reggio. E’ l’esito della VIII Assemblea Elettiva dell’associazione di agricoltori che si è tenuta al Centro Malaguzzi davanti a una folta platea composta da soci imprenditori e autorità tra cui i deputati Antonella Incerti e Andrea Rossi, l’assessore regionale Alessio Mammi, la consigliera regionale Roberta Mori, l’assessore comunale Carlotta Bonvicini.

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Legge Bilancio: Bellanova ad Assemblea Cia, oltre 1 mld per agricoltura

Se la posta in gioco è enorme, altrettanto forte deve essere allora la determinazione a mantenere e rafforzare, facendo tesoro anche delle difficoltà registrate in questi mesi, la nostra leadership globale, per continuare a dire: noi siamo l’Italia e l’Italia fa bene. Anche e soprattutto nell’agricoltura e nell’agroalimentare, parte rilevante dell’interesse nazionale e attore protagonista della ripresa”. Questo uno dei passaggi dell’intervento della ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, all’Assemblea nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, dal titolo “Agricoltura-Territorio-Società: Riprogettiamo il futuro”.

“Non lo dico pensando solo alle nostre eccellenze, alla nostra capacità indiscutibile di rafforzare il legame inscindibile tra prodotti e territori. Piuttosto, è la radice da cui muove la nostra Strategia nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, l’agricoltura come paradigma -ha sottolineato Bellanova-. Adesso siamo al lavoro sulla Legge di Bilancio, passata all’esame delle Camere, con cui destiniamo al settore ben oltre 1 miliardo di euro, confermando le priorità su cui vogliamo continuare a scommettere e la cui rilevanza abbiamo affermato in tutti questi mesi: filiere, investimenti, infrastrutture”.

Il discorso integrale della ministra all’Assemblea Cia sul sito del Mipaaf

Covid: la ricetta di Cia per “riprogettare il futuro” con l’agricoltura al centro

Modernizzare e digitalizzare l’agricoltura italiana per aumentare produttività e sostenibilità del settore continuando a garantire l’approvvigionamento alimentare del Paese; rilanciare le aree rurali, in un’ottica abitativa e turistica, come argine contro lo spopolamento dei territori e il loro impoverimento ambientale e paesaggistico; costruire veri e propri “sistemi imprenditoriali territoriali” interconnessi, dove le attività economiche e le forze sociali possano fare rete per resistere meglio alle crisi. Questi alcuni dei punti chiave della ricetta di Cia-Agricoltori Italiani per “riprogettare il futuro” con “Agricoltura-Territorio-Società” al centro, come recita lo slogan dell’Assemblea nazionale 2020, costruendo un piano di rilancio post Covid e centrando al tempo stesso gli obiettivi fissati dal Green Deal europeo.

La straordinarietà della contingenza e l’impatto della pandemia a livello sanitario, economico, sociale non consentono un approccio ordinario alla situazioneha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. Il Covid ha rimesso in discussione i modelli di crescita e ora la ripartenza dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento cogliendo tutte le opportunità delle strategie programmate, a partire dai fondi previsti dal Next Generation EU, pacchetto per la ripresa in un’ottica più verde, digitale e resiliente, che destina solo all’Italia oltre 200 miliardi in tre anni. Risorse ingenti che si collocano nel contesto delle politiche comunitarie definite dal Green Deal, in cui l’agricoltura, in sinergia con le altre forze economiche e sociali, deve essere motore di sviluppo”.

D’altra parte, ha aggiunto Scanavino, “con la pandemia, l’agricoltura ha mostrato, ancora una volta, la sua ineludibilità e la sua capacità di adattarsi. Reggere le richieste di cibo, assicurare i bisogni primari di un Paese, non interrompere la catena di lavoro, contribuire alla tenuta dei territori, sono tutti elementi che fanno del settore primario un interlocutore privilegiato del Governo nella definizione di investimenti e riforme nell’ambito del Piano nazionale di ripresa”.

Proprio con l’obiettivo di fornire un contributo concreto alla costruzione di un nuovo progetto di sviluppo dell’Italia, con gli strumenti messi in campo dall’Ue e dall’esecutivo anche con la prossima manovra di bilancio, Cia ha lanciato in Assemblea nazionale le sue cinque politiche direttrici del percorso di ripresa:

  • POLITICHE DEI SETTORI PRODUTTIVI – Sono riconducibili a tale sfera tutte quelle azioni che agevolano lo sviluppo estensivo dell’agricoltura digitale e la modernizzazione del settore, con l’obiettivo di rendere sempre più sostenibili i produttori nazionali, avendo a disposizione tecnologie innovative a supporto delle scelte di tecniche culturali e input produttivi, razionalizzazione delle risorse, raccolta dati, tracciabilità delle filiere. Altrettanto necessario uno sforzo progettuale per rafforzare le grandi produzioni agricole, a partire dal potenziamento della ricerca varietale e delle biotecnologie; la pianificazione di investimenti innovativi in campo agro-zootecnico, in un’ottica di riequilibrio degli impatti ambientali, e il rinnovamento del parco macchine agricole. Non meno strategica, poi, la creazione di sistemi produttivi a vocazione territoriale, tramite un coinvolgimento attivo e condiviso tra agricoltori, artigiani, commercianti, logistica, turismo, enti locali, consumatori.
  • POLITICHE PER LA PERMANENZA SUL TERRITORIO – Nelle aree interne, che fanno il 60% della superficie nazionale, l’agricoltura spesso rappresenta il principale asset economico, sociale ed ambientale, il solo freno all’abbandono di territori custodi da sempre di biodiversità e paesaggio. Occorrono, quindi, strumenti orientati a frenare lo spopolamento attraverso politiche di insediamento abitativo, che incentivino il recupero di fabbricati rurali, piccoli centri e borghi. Ugualmente necessaria la messa in sicurezza e il ripristino della rete infrastrutturale viaria, ma anche scolastica, edilizia e della sanità locale, così come il superamento del digital-divide rispetto alle città. Inoltre, bisogna agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile agricola, nonché il ricambio generazionale, anche garantendo l’accesso alla terra; migliorare l’organizzazione dei servizi nelle aree rurali, su misura per tutte le fasce di età in particolare dell’anziano, e creare percorsi di sanità territoriale.
  • POLITICHE PER I SERVIZI ALLE IMPRESE E ALLE PERSONE – Riprogettare il futuro all’interno del rapporto stretto tra agricoltura, economia e società, vuol dire passare anche attraverso una sistematizzazione del sistema dei servizi alle imprese e alla persona che trovano diffusione sui territori. Questo vuol dire favorire “pacchetti” integrati in base ai bisogni e alla domanda, coerenti con le sfide del contesto globale, nonché ampliare e innovare la gamma dei servizi.
  • ALTRE POLITICHE DI GESTIONE E SVILUPPO – Nella convinzione che il turismo rurale sia una potente chance di rilancio del Paese, è necessaria una pianificazione che valorizzi maggiormente le dimensioni sostenibili dell’agriturismo e che metta a sistema il circuito enogastronomico con tutte le sue potenzialità. Altrettanto irrinunciabili sono gli interventi per favorire una gestione sostenibile del suolo, così da contenere il rischio idrogeologico e prevenire i disastri ambientali; agevolare percorsi di efficienza e risparmio idrico; favorire i processi d’internazionalizzazione (e-commerce; co-branding); promuovere una revisione del sistema di gestione dei rischi in campo agricolo anche tramite la modernizzazione del sistema assicurativo; promuovere nuovi e più incisivi modelli di gestione della fauna selvatica.
  • NUOVA PAC – La nuova Pac dovrà continuare a porsi come obiettivo principale lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile e il sostegno al reddito degli agricoltori, mantenendo la produttività agricola e garantendo un approvvigionamento stabile di prodotti a prezzi accessibili. I pagamenti di base sono da riequilibrare: no al dato storico e sì al capping ragionevole. Bene anche alla nuova architettura (Piani strategici nazionali) se favorisce una visione strategica, migliora la governance e riduce la burocrazia. La vera ambizione per il futuro resta la capacità di unire sostenibilità e competitività. In tal senso, sì alla condizionalità rafforzata, superando le attuali misure del greening; misure agro-ambientali più ambiziose, se legate al territorio; uso più efficiente delle risorse dello Sviluppo rurale; estensione degli interventi settoriali (OCM) anche a nuovi settori.

L’agricoltura è pronta a esercitare un ruolo da protagonista all’interno di un progetto di rilancio del Paese -ha ribadito Scanavino, concludendo i lavori dell’Assemblea-. Un progetto che prevede un cambio di rotta, con una strategia di sistema condivisa tra tutte le forze socioeconomiche espressione dei territori italiani. A tal fine, Cia si candida a essere il promotore attivo di questo processo di cambiamento per uscire dall’emergenza e spingere la ripresa nazionale”.

All’Assemblea nazionale Cia sono intervenuti, tra gli altri, il premier Giuseppe Conte, il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Green Deal Frans Timmermans; la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola; il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia; il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni.

Assemblea nazionale Cia “Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”

“Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”. Questo lo slogan dell’Assemblea nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, che si terrà domani 27 novembre, a partire dalle ore 10, in modalità webinar.

Un appuntamento importante che vedrà centinaia di agricoltori collegati a distanza da ogni parte d’Italia, nonché la partecipazione di ospiti istituzionali e di governoInterverranno, infatti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Green Deal Frans Timmermans; la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola; il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia; il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni; la viceministra dell’Economia Laura Castelli; il sottosegretario al ministero degli Affari esteri Manlio Di Stefano.

Gli effetti drammatici della pandemia hanno riacceso la discussione sui modelli di crescita e sviluppo che dovranno caratterizzare il prossimo futuro. La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento cogliendo le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green Deal europeo, dove l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista. Sfide ambiziose su cui poggiano le decisioni, i provvedimenti e gli strumenti messi in campo con il Covid, tra cui il Next Generation EU, pacchetto per la ripresa in un’ottica più verde, digitale e resiliente per garantire alle nuove generazioni un futuro sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale. Senza trascurare le misure economiche promosse a livello nazionale per rilanciare lo sviluppo dell’Italia.

 

Per tali ragioni, Cia ha scelto di concentrare i lavori della propria Assemblea nazionale intorno alle dinamiche caratterizzanti il rapporto tra Agricoltura-Territorio-Società e ai percorsi capaci di reinterpretare tale rapporto, facendone un pilastro delle future strategie di pianificazione per la ripresa. Non solo agricoltura, quindi, ma una visione di insieme capace di includere il settore all’interno di un progetto di ampio respiro insieme a tutte le altre attività economiche e forze sociali diffuse sui territori.

 

Più in dettaglio, dopo i saluti introduttivi di Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale Cia, si terrà la tavola rotonda sui temi dell’Assemblea, con rappresentanti di Regioni, Parlamento italiano e Ue, mondo imprenditoriale, partendo dalla relazione introduttiva a cura di Renato Mason, segretario CGIA di Mestre. Interverranno, moderati dal giornalista Carlo PucaDonato Pentassuglia, coordinatore Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni; Alessia Rotta, presidente Commissione Ambiente della Camera; Martina Nardi, presidente Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera; Gianpaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura del Senato; Antonio Tajani, presidente della Conferenza dei presidenti di Commissione del Parlamento europeo e capodelegazione di Forza Italia; Tiziana Beghin, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo; Stefano Francia, presidente Agia-Associazione Giovani imprenditori agricoli di Cia; Alessandro Squeri, presidente giovani imprenditori di Federalimentare.

A chiudere i lavori dell’Assemblea, dopo la tavola rotonda e gli interventi istituzionali e di governo, sarà il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino.

Per seguire la diretta, basta collegarsi al link: https://youtu.be/I1ce4svphqw

Acqua di sorgente e orzo aziendale il segreto della birra Oldo

Luca Soliani

Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia) – “Lavoriamo la nostra terra, utilizziamo il nostro orzo e l’acqua della nostra sorgente. Ogni fase di produzione della nostra birra è eseguita con le nostre mani”. Parole di Andrea Soncini, titolare di ‘Oldo birrificio – Corte della birra’ che sorge a Cadelbosco di Sopra, in provincia di Reggio Emilia, in una fetta di campagna bellissima, libera e panoramica, delimitata da una serie di torrenti e canali.

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Vendemmia, il 2020 non delude: pinot e chardonnay le prime varietà raccolte

Annata promettente in qualità e quantità delle uve reggiane

“È una vendemmia ottima dal punto di vista qualitativo e buona per la quantità”. È il punto della situazione di Cia Reggio Emilia sulla raccolta dell’uva che si presenta sana e con i grappoli pieni, grazie al meteo che ha assicurato una positiva maturazione e ha risparmiato il territorio reggiano da grandinate distruttive.

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