Una grandinata accompagnata da un vento fortissimo ha provocato, lo scorso 16 luglio, danni ingenti alle colture nella zona di Mesola. Un fenomeno come sempre improvviso, che ha colpito a “macchia di leopardo” e non ha lasciato scampo, in particolare, ai pomodori precoci già pronti per la raccolta.
Secondo Massimo Piva, vicepresidente di Cia Ferrara: “Serve un intervento urgente della Commissione Europea per bloccare la speculazione commerciale”
FERRARA – Mentre nel ferrarese sono già stati seminati i campi per il secondo raccolto di soia, molto più lontano, alla Borsa di Chicago, si decidono le sorti commerciali del prodotto e il risultato non è di quelli auspicati dai produttori. Cia-Agricoltori Italiani Ferrara sta monitorando la performance dei prezzi, più che deludenti a causa di una scellerata guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. Le quotazioni della Borsa di Milano e Bologna sono in caduta libera, con prezzi passati dai quasi 400€/t a 350 scarsi, con una perdita che si aggira intorno ai 50€/t.
Cia Ferrara: la fatturazione elettronica sarà un onere per le aziende agricole
Positivo il possibile slittamento dell’applicazione della fatturazione a gennaio, ma rimane il problema dell’organizzazione di un sistema che per le aziende agricole potrebbe richiedere l’uso di intermediari
Ferrara – Secondo i tecnici del Caf – Centro di Assistenza Fiscale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara è positiva la proroga, ormai data per certa, dell’obbligo di fatturazione elettronica per l’acquisto dei carburanti (benzina e gasolio) da parte dei titolari di Partita Iva al 1° gennaio 2019. Una richiesta fortemente sostenuta da Cia e da molte altre associazioni di categoria nei mesi scorsi, per dare più tempo alle aziende che dovranno adeguarsi a un sistema che scardina regole ormai consolidate.
L’associazione stima che siano state distrutte almeno quattrocento gabbie per il contenimento mentre la popolazione cresce e continua a mettere a rischio l’equilibrio idrogeologico del territorio. Pronto un esposto contro ignoti alla Procura
Secondo le stime di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara sono più di quattrocento le gabbie utilizzate per la cattura delle nutrie distrutte e abbandonate in pezzi nei campi negli ultimi mesi. Veri e propri atti vandalici che danneggiano materiali acquistati, peraltro, con il contributo di Provincia di Ferrara prima e Regione Emilia Romagna poi per contenere il fenomeno di proliferazione di quello che da anni è un flagello per l’agricoltura e l’intero ecosistema del territorio. Una situazione che sta provocando tensione nel mondo agricolo non solo per i danni subiti, ma anche per un sistema di contenimento inefficace e non risolutivo, che continua a salvaguardare una specie non autoctona.
Barbabietola da zucchero: un’altra coltura a rischio
Secondo Cia Ferrara la crisi del prezzo dello zucchero può togliere agli agricoltori l’opportunità di continuare a coltivare un prodotto capace di generare reddito e alternativo ai seminativi
Ferrara – “Nonostante la chiusura di molti stabilimenti e una forte contrazione del settore saccarifero negli ultimi quindici anni, la barbabietola da zucchero rimane una coltura tradizionale del ferrarese e di tutta la Pianura Padana, una filiera che dobbiamo tutelare in tutti i modi possibili – afferma Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, a fronte della crisi dei prezzi dello zucchero che sta mettendo in ginocchio il settore.
I nostri eco-contadini all’opera per l’iniziativa “Ripuliamo la campagna”
Rifiuti indifferenziati, copertoni di auto ed elettrodomestici raccolti tra Codigoro e il bosco della Mesola
Lo scorso 20 aprile gli agricoltori di Cia Ferrara hanno partecipato all’iniziativa “Ripuliamo la campagna”, organizzata a livello ragionale da Cia Emilia-Romagna. Nell’area protetta del Delta del Po, sulla strada dei Colombacci tra Codigoro e la Riserva naturale del bosco della Mesola, hanno raccolto i rifiuti abbandonati lungo le strade e hanno scoperto anche un deposito abusivo di pneumatici presso l’idrovoro Balanzetta, che è stato segnalato alle autorità.
Il ‘greening ha ‘condizionato’ solo il 5% delle superfici agricole europee. Gli aiuti verdi agli agricoltori hanno reso la Pac più complessa con benefici troppo modesti dal punto di vista ambientale. Un vero insuccesso da tutti i punti di vista.
È quanto emerge dal rapporto della Corte dei conti (Eca) europea sul ‘greening’. Il meccanismo introdotto nella riforma del 2013, che vincola il 30% dei pagamenti diretti agli agricoltori all’applicazione in azienda di tre pratiche agronomiche ‘verdi’, “è troppo complesso in proporzione ai limitati benefici che reca all’ambiente”, sintetizza Samo Jereb, il responsabile della relazione.
Le problematiche del settore agricolo, le sfide per riportarlo al centro delle politiche economiche e fiscali per ridare reddito e valore al lavoro delle imprese i temi al centro dell’assemblea
Ferrara – “La nostra agricoltura e l’impegno quotidiano degli agricoltori deve ritornare al centro dell’agenda economica e fiscale della politica,perché attualmente in Italia non c’è nulla di più secondario del settore primario”. È uno dei passaggi della relazione di Stefano Calderoni, imprenditore agricolo di 36 anni – conduce un’azienda a indirizzo orticolo a Mesola – riconfermato alla guida di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara per i prossimi quattro anni.
Verso l’elezione del nuovo presidente e il rinnovo degli organi direttivi
L’assemblea elettiva provinciale si terrà il prossimo 22 gennaio 2018. Stefano Calderoni, presidente uscente, candidato per altri quattro anni al vertice dell’associazione
FERRARA – È iniziato il percorso, democratico e aperto agli associati regolarmente iscritti, che porterà al rinnovo delle cariche di Cia – Agricoltori Italiani a tutti i livelli, da quello provinciale al nazionale. Il tema scelto per questo importante e delicata fase istituzionale, che coinvolge nel ferrarese oltre 1.200 aziende, è “Innovare per un futuro sostenibile”, una frase che racchiude i principali obiettivi dell’associazione per i prossimi anni.
Il Parco unico del Delta del Po è una grande occasione
Le aziende agricole contribuiscono ogni giorno a preservare ambiente e biodiversità e sono profondamente coinvolte nel progetto. Il Parco potrebbe dare una forte spinta a turismo e promozione delle eccellenze agroalimentari
FERRARA – Con il via libera della commissione Bilancio del Senato diventa più concreto il progetto di un Parco Unico del Delta del Po, un’area protetta di 130mila ettari tra Veneto ed Emilia che per estensione supererebbe anche il Parco Naturale Regionale della Camargue in Francia, al quale si ispira. Un deciso passo avanti che Agrinsieme Ferrara – il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e l’Alleanza delle Cooperative Italiane del Settore Agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) – considera una reale opportunità per lo sviluppo del settore agroalimentare. Fondamentale, in questo contesto, il duplice ruolo degli agricoltori: produttori di eccellenze e “guardiani” della terra e della biodiversità, anche grazie a tecniche produttive a basso impatto ambientale e al lavoro costante di salvaguardia idrogeologica del territorio.